Il tiraggio della canna fumaria

Tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a legna, pellet o cippato esigono una certa attenzione alla canna fumaria, comunemente conosciuta anche come “camino”. Una corretta installazione della canna fumaria è presupposto indispensabile per il buon funzionamento dell’impianto termico.

Alcuni modelli di stufe e termostufe a pellet hanno un sistema di scarico forzato a parete: questa opzione impiantistica, possibile solo con le stufe più ecologiche e a certe condizioni, consente ad esempio a chi abita in un appartamento privo di canna fumaria, di non doverne installare una ad hoc. Per sapere se nel nostro caso è prevista la possibilità dello scarico forzato, bisogna consultare un tecnico specializzato.

La canna fumaria ha lo scopo principale di permettere la fuoriuscita dei fumi della combustione, attraverso il movimento ascendente dei fumi caldi all’interno del camino, conosciuto con il nome di “tiraggio“.

Il segreto di un buon tiraggio consiste in un insieme di accorgimenti tecnici e impiantistici che sfruttano il fatto che i fumi in uscita, essendo più leggeri, tendono a salire verso l’alto sfruttando la differenza di pressione con l’aria esterna.

E’ fondamentale prestare attenzione ai materiali: le pareti della canna fumaria devono essere il più liscie possibili, poichè la minima rugosità provoca attrito nei fumi, diminuendo l’efficienza di tiraggio. Da questo punto di vista, l’acciaio è indubbiamente il materiale migliore e quando è possibile è da preferire ai materiali edili come il laterizio.

Per quanto riguarda le dimensioni, una canna fumaria di piccolo diametro mantenendo alta la temperatura dei fumi, ne aumenta la velocità di fuoriuscita, mentre un grande camino la rallenta. E’ inoltre importante evitare che il camino presenti delle sezioni orizzontali, che rallentano il tiraggio e favoriscono lo sporcamento. Un’alta temperatura dei fumi nel camino determina un buon tiraggio e inoltre evita problemi di condensa e di sporcamento.

Un fatto apparentemente paradossale è che le caldaie e altri impianti termici a biomasse ad alta efficienza hanno fumi in uscita più freddi rispetto alla “stufa della nonna”. Questo, semplicemente, significa che hanno trasferito la maggior parte del calore all’aria o all’acqua da riscaldare, sottraendolo ai fumi di combustione.

Si è visto però come i fumi freddi in uscita rallentino il tiraggio della canna fumaria. Questo può essere risolto scegliende canne fumarie ben coibentate: l’isolamento infatti mantiene caldi i fumi fino alla loro fuoriuscita, scongiurando la formazione di condensa.

Quando si sostituisce una caldaia o una vecchia stufa con una di nuova concezione, risulta indispensabile installare una nuova canna fumaria, oppure isolare quella già esistente. Altra regola fondamentale è che ogni apparecchio deve avere la propria canna fumaria; si deve quindi evitare di collegare più generatori di calore ad una stessa canna fumaria.

Si ricorda inoltre l’obbligatorietà di una presa d’aria esterna nello stesso locale in cui è installato l’apparecchio; la presa d’aria assicura un costante ricambio di ossigeno, indispensabile per una buona combustione.

Vi sono anche altri aspetti, sia climatici (vento, umidità, temperatura esterna) che impiantistici (altezza e sezione della canna fumaria, forma e dimensioni del comignolo) che influiscono su un buon tiraggio. Soltanto tecnici esperti e ditte specializzate possono consigliarci in proposito.

In conclusione, una buona canna fumaria deve evitare da una parte uno scarso tiraggio, che rallenta la combustione diminuendone l’efficienza, dall’altra un eccessivo tiraggio, che determina un aumento del consumo di combustibile, senza apportare benefici in termini di maggior calore.

 

Fonte: www.nextville.it

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